04-giugno-2021 –Nelle relazioni dello studio Chiaruttini l’esame della gestione dal 2015 Sotto esame acquisizione a leva, travaso di risorse da Cin, soldi a politici e lobbisti

Carlo Festa

C’è attesa per la decisione del Tribunale di Milano sulle domande di concordato preventivo chieste per Moby e Cin, quest’ultima nata dalla cessione della compagnia statale Tirrenia al gruppo Onorato. Non solo il Tribunale fallimentare, ma anche la Procura da tempo tiene sotto esame la situazione.

Per cercare di ottenere il via libera dal Tribunale è stata fatta un’operazione -verità sulla gestione tra il 2015 e il 2020: una «voluntary disclosure» della compagnia della famiglia Onorato, un caso giuridico unico in Italia con l’obiettivo di «blindare» il concordato rispetto al rischio di revoca per atti censurabili e a danno dei creditori. L’operazione-verità è stata effettuata grazie alle due relazioni dello studio Chiaruttini, a seguito del mandato conferito da Riccardo Ranalli, professionista incaricato da Cin e Moby di attestare i piani.

Le due relazioni fotografano 5 anni di gestione: dal 2015 quando esce dal capitale il private equity Clessidra. Nel periodo successivo viene emesso un prestito obbligazionario da 300 milioni e viene erogata finanza per 200 milioni da parte di un pool bancario (Unicredit, Banco Popolare e Banca Imi).

Viene evidenziato come l’indebitamento si fosse riversato su Moby stessa e come la società avesse dovuto istituire un meccanismo volto a consentirle un accesso diretto alle risorse prodotte dalla gestione operativa di Cin. Così Moby ha proceduto nel tempo ad incassare direttamente gli introiti derivanti dalla vendita dei biglietti di Cin, senza mai retrocederli a quest’ultima, al fine di reperire le risorse necessarie, tra l’altro, al rimborso dell’indebitamento. Questa situazione ha portato all’insorgere di una notevole posizione creditoria di Cin nei confronti di Moby tanto che il 16 marzo 2020 il collegio sindacale rimarcava come non vi fosse «più spazio per un drenaggio di risorse finanziarie a favore di Moby».

Cin nel 2016-2019 ha messo a servizio di Moby buona parte delle risorse prodotte dalla sua gestione caratteristica, per un importo ben maggiore rispetto a quanto ricevuto e pari a 165 milioni, di cui 95 milioni come dividendi e riserve di patrimonio netto, e 70 milioni come saldo netto del rapporto di credito-debito infragruppo. L’esborso veniva in parte finanziato con le disponibilità di Cin e mediante anticipazione di cassa su crediti vantati da quest’ultima in favore dello Stato Italiano. Cin procedeva inoltre a dismettere 6 motonavi. I fari sono accesi anche sui contratti di sub-noleggio. Viene rimarcata la forte competizione sulle rotte per la Sardegna con il gruppo Grimaldi, che avevano portato a una riduzione del giro d’affari di Moby-Cin.

I riflettori sono anche sui membri del Cda. Cin ha corrisposto in favore dello studio legale Cimmino – Carnevale – De Filippis, riconducibile ai consiglieri Beniamino Carnevale e Giovanni Cimmino, compensi professionali per 2,8 milioni. L’Ad Massimo Mura, ha usufruito fino a luglio 2020 di un immobile a Napoli, per il quale faceva capo a Cin un costo annuo pari a 28mila euro.

Nella relazione dedicata a Moby vengono poi segnalati diversi trasferimenti di denaro: la sponsorizzazione del U.S. Lecce (150mila euro nel 2016/2017), i trasferimenti a Mascalzone Latino per 5,1 milioni, gli affitti su immobili della famiglia Onorato e trasferimenti di denaro a influencer, lobbisti e un po’ a tutti i partiti politici: la Beppe Grillo S.r.l per 120mila euro annui, la Casaleggio Associati per 0,6 milioni, i contratti di consulenza con Roberto Mercuri per 550mila euro, il finanziamento alla Fondazione Open, sostenitrice di Matteo Renzi, per 200mila euro, ma anche i 100mila euro al Comitato Change del Governatore della Regione Liguria Giovanni Toti e infine «il finanziamento erogato a Maida Mataloni, mandataria elettorale della candidata nelle fila del Partito Democratico Silvia Velo che veniva inizialmente elargito a soggetto diverso, ossia al Partito Democratico Federazione Val di Cornia-Elba».