La Corte di Cassazione ha enunciato dei principi di diritto fondamentali in materia fallimentare e più in particolare con riferimento alla procedura di amministrazione straordinaria.

La Corte di Cassazione, in primo luogo, si è pronunciata sull’applicabilità dell’art. 120 l.f. all’amministrazione straordinaria e più in particolare dell’attuale comma 3 del suddetto articolo, nella parte in cui recita che “i creditori riacquistano il libero esercizio delle azioni verso il debitore per la parte non soddisfatta per capitale e interessi“.

Sul punto la Corte ha ritenuto che, pur mancando nella disciplina della liquidazione coatta amministrativa e nella disciplina dell’amministrazione straordinaria un esplicito richiamo all’intero Capo VIII del Titolo II della legge fallimentare (ovverosia agli articoli che vanno dal 118 al 123), l’art. 120 l.f. deve essere considerato come la codificazione del più generale principio in base al quale, per effetto delle riacquistate capacità del fallito di amministrare e disporre del suo patrimonio dopo la chiusura della procedura, i creditori debbono poter far valere le loro azioni individuali su tutti i beni, che, in qualsiasi modo, dovessero pervenire al fallito.

Sulla base di quanto sopra esposto, la Corte è, dunque, ferma nel ritenere che tra gli effetti della chiusura dell’amministrazione straordinaria, non può essere compresa la liberazione dalle obbligazioni non soddisfatte nel corso della procedura fallimentare, di talchè i creditori riacquistano il libero esercizio delle azioni verso il debitore anche per la parte non soddisfatta dei loro crediti, sia per capitale che per interessi, ciò comportando la possibilità per il creditore di far valere il suo credito nei confronti del debitore ritornato “in bonis“.

Nella sentenza in commento la Corte di Cassazione ha, altresì, enunciato i seguenti principi di diritto.

In materia di sospensione del decorso degli interessi ex art. 55 l.f. ha stabilito che secondo quanto previsto dalla anzidetta norma, “la sospensione del decorso degli interessi vale solo all’interno del concorso e non si estende anche ai singoli rapporti correnti tra ciascun creditore ed il fallito. Gli interessi, pertanto, continuano a maturare al di fuori del concorso e dunque nei rapporti tra il singolo creditore e debitore sottoposto a procedura concorsuale”, potendo essere pretesi dai creditori stessi in caso di revoca del fallimento o dopo la chiusura del medesimo ex art. 120 l.f.

In materia di prescrizione dei crediti da interessi ha sancito che: “La prescrizione degli interessi sui crediti chirografari ai sensi dell’art. 55 comma 1, l.f. matura anche nel corso della procedura concorsuale“.

Ed infine, con il terzo ed ultimo principio la Corte ha stabilito che “La prescrizione dei crediti da interessi maturati sui crediti chirografari, ai sensi dell’art. 55, comma 1, l.f. viene interrotta, nella procedura fallimentare, dalla domanda di insinuazione al passivo con effetto permanente per tutto il corso della procedura. Nella diversa ipotesi di amministrazione straordinaria, sottoposta alla disciplina originaria di cui alla L. n. 95 del 1979, come avviene anche nella procedura di liquidazione coatta amministrativa, l’esecutività dello stato passivo depositato dal commissario ai sensi dell’art. 209 l.f. comporta interruzione della prescrizione con effetto permanente, per tutto il corso della relativa procedura concorsuale, anche per i creditori ammessi a diretto seguito della comunicazione inviata dal commissario ai sensi dell’art. 207, comma 1, l.f.”.

orsi. Le due operazioni più importanti registrate da inizio anno in Italia hanno avuto per protagonista Amco, che, da un lato, come detto ha siglato l’accordo per acquisire 8,1 miliardi di euro di Utp e Npl da Mps, e, dall’altro, ha comprato 2 miliardi di euro di Npl da Banca Popolare di Bari. Interessante poi notare che la terza operazione per dimensione lorda dei portafogli oggetto di transazione è avvenuta sul mercato secondario. Si tratta di un’operazione condotta da J-Invest, che ha cartolarizzato Npl del valore lordo complessivo di 1,701 miliardi di euro relativi a 1.930 posizioni di tipo unsecured corporate, originate per il 93% da istituti bancari e finanziari. L’operazione ha previsto l’emissione di titoli senior e junior, con le senior che sono state sottoscritte da un fondo specializzato in private debt con sede a Londra. Il quarto deal in classifica per dimensioni del valore lordo riguarda infine un credito single name da ben 1,3 miliardi di euro. Apollo Global Management, tramite il suo advisor esclusivo italiano Apeiron, ha infatti comprato l’intero portafoglio di riserve d’appalto di Grandi Lavori Fincosit, il gruppo di costruzioni della famiglia Mazzi che aveva chiesto il concordato in bianco nel luglio 2018 e che è stato poi ammesso alla procedura di concordato preventivo, che prevede la cessione di una serie di asset. Per Apeiron-Apollo si è trattato di un investimento da 80 milioni di euro per un valore facciale del portafoglio di riserve d’appalto appunto di ben 1,3 miliardi di euro. Da segnalare, infine, due operazioni di cartolarizzazione per le quali è stata chiesta la garanzia Gacs per le tranche senior: quella da 1,2 miliardi di euro di Bper e quella da 999,7 miliardi di Banca Popolare di Sondrio. Dal punto di vista dei cedenti, è Unicredit che in questi mesi è stato il più attivo per numero di operazioni. Nei giorni scorsi, infatti, la banca ha annunciato la cessione di un portafoglio da 840 milioni di euro lordi di Npl unsecured verso pmi (portafoglio Tokyo) a Ifis Npl (Gruppo Banca Ifis) e Gaia spv, un veicolo di cartolarizzazione finanziato da Guber Banca e Barclays Bank plc e gestito da Guber. Giusto un giorno prima Unicredit aveva annunciato la vendita di 702 milioni di euro di Npl (portafoglio Lisbona) sempre verso corporate pmi, ceduti a Illimity e sempre a Guber Banca e Barclays Bank, tramite Gaia spv. A fine giugno, invece, Unicredit aveva ceduto 335 milioni di euro di Npl consumer (portafoglio Loira) a Banca Ifis. L’operazione ha riguardato tre portafogli per un valore nominale complessivo di circa 155 milioni di euro, a cui si aggiungono quattro ulteriori portafogli consumer (crediti derivanti contratti di conto corrente, prestiti personali e carte di credito) ceduti tramite accordo forward flow, fino a 180 milioni di euro di valore nominale. In vendita da parte di Unicredit ci sono sempre ancora il portafoglio Dawn (un miliardo di euro di Utp small ticket) e il portafoglio New York (circa 700 milioni di Npl ipotecari). Unicredit, in occasione della semestrale, ha dichiarato l’obiettivo di scendere sotto i 4,3 miliardi di Npl per la divisione non-core entro fine anno dai 7 miliardi di fine giugno. Sul fronte delle cessioni in arrivo, mappate da BeBeez perché annunciate ufficialmente oppure note al mercato, ci sono ben tre operazioni allo studio che nella struttura potrebbero replicare l’operazione condotta da Intesa Sanpaolo con Prelios sgr in relazione al portafoglio Utp della banca. Unicredit, infatti, sta ragionando da qualche mese su un’ipotesi simile che riguarderebbe 13 miliardi di euro di Utp, la metà dei quali potrebbe essere ceduta e l’altra metà oggetto di mandato di gestione. Al lavoro su ipotesi analoghe ci sarebbero inoltre anche Crédit Agricole Italia, che potrebbe dare in gestione un portafoglio da un miliardo di Utp sul totale di 1,6 miliardi a bilancio a fine 2019, e cedere il resto. Infine, anche Banco Bpm starebbe ragionando sul da farsi in relazione a 2 miliardi di euro di Utp, di cui un miliardo potrebbero essere ceduti. (riproduzione riservata)
LE PRINCIPALI OPERAZIONI SUI CREDITI DETERIORATI ATTESE IN ITALIA

Venditore Unicredit Credit Agricole Iccrea Rev Intesa Sanpaolo Banche medio-grandi UBI Banca Banco Bpm Unicredit Cassa Centrale Banca Unicredit GRAFICA MF-MILANO FINANZA Milioni euro lordi 6.650,00 2.000,00 2.000,00 1.500,00 1.350,00 1.050,00 1.000,00 1.000,00 1.000,00 700,00 700,00 Tipo di credito deteriorato Utp (parte di un portafoglio da 13,3 mld, il resto andrà in gestione) Npl unsecured e secured verso retail e pmi (Project Pelican Sagrantino e Calliope – secondario) Npl Npl Crediti deteriorati immobiliari (Progetto Rep, ex Progetto Monopoli) Utp immobiliari (saldo Progetto Cuveé) Npl corporate pmi Utp (nell’ambito di accordo quadro anche per gestione di un altro mld) Utp small ticket (Project Dawn) Npl Portafoglio New York (Npl immobiliari) Acquirente potenziale Dea Capital, Clessidra sgr, doValue, Intrum nd cartolar. con Gacs cartolar. con Gacs nd AMCO e Prelios (saldo per arrivare a target 1,5 mld) nd nd Fonte: Elaborazioni di BeBeez su dati pubblici nd nd nd
LE PRINCIPALI 10 TRANSAZIONI SU CREDITI DETERIORATI IN ITALIA DEL 2020

Data Giu-20 Giu-20 Apr-20 Lug-20 Giu-20 Giu-20 Giu-20 Lug-20 Lug-20 Gen-20 Feb-20 Lug-20 Giu-20 Lug-20 GRAFICA MF-MILANO FINANZA Venditore Mps Banca Pop Bari NPL Securitisation Europe SPV srl (J-Invest) Grandi Lavori Fincosit BPER Banca Pop Sondrio Intesa Sanpaolo, Banca Imi, Unicredit, BPER Banca, Crédit Agricole Italia e Crédit Agricole FriulAdria Unicredit Unicredit Mps, UBI Banca e Banco Bpm CreVal Unicredit Unicredit Unicredit mln euro lordi Tipo di credito deteriorato 8.100,00 2.000,00 1.710,00 1.300,00 1.200,00 999,70 600,00 486,00 477,00 450,00 357,00 354,00 335,00 255,00 Npl (4,8 mld) Utp (3,35 mld) progetto Hydra Npl e Utp (60%) Npl unsecured corporate (5 portafogli cartolarizzati nel 2017 e 2018; deal su secondario) Riserve d’appalto Npl secured (57%) e unsecured (43%) Npl Utp corporate gruppo di single name (tra cui Pittarosso e Italtel) Npl corporate pmi secured (parte portafoglio Tokyo) Npl corporate pmi secured (parte portafoglio Lisbona) Utp immobiliari (prima tranche Progetto Cuveé) Npl unsecured Npl corporate pmi secured (parte portafoglio Tokyo) Npl unsecured al consumo (di cui 180 mln forward flow; portafoglio Loira) Npl corporate pmi secured (parte portafoglio Lisbona) Acquirente AMCO AMCO NPL Securitisation Italy SPV srl (J-Invest) Apollo (Apeiron) Spring spv con GACS Spv Diana con GACS RSCT Fund (Pillarstone Italy) Banca Ifis Illimity AMCO e Prelios Hoist Finance Gaia spv (Guber Banca e Barclays Bank) Banca Ifis Gaia spv (Guber Banca e Barclays Bank) Fonte: Elaborazioni di BeBeez su dati pubblici
LE TRANSAZIONI SU CREDITI DETERIORATI IN EUROPA

80,8 31,1 2015 GRAFICA MF-MILANO FINANZA 39,2 28,2 2016 dati in miliardi euro 1° semestre 103,3 40,6 2017 2° semestre 103,0 105,2 2018 61,0 41,8 2019 30,4 2020 Fonte: Debtwire